Bollo conto corrente 2018: quali costi?

03 Set Bollo conto corrente 2018: quali costi?

L‘imposta di bollo rappresenta una quota fissa che i titolari di conti correnti, conti deposito e buoni fruttiferi sono tenuti a versare annualmente. Il valore dell’imposta di bollo attualmente è stato fissato a 34,20 euro all’anno se il titolare del conto è una persona fisica, oppure 100 euro annui se l’intestatario del conto è una persona giuridica (aziende, attività imprenditoriali, etc.).

Quando è previsto l’obbligo di versare l’imposta di bollo?

Questo tipo di imposta è stata introdotta nel 2012 dal Decreto Salva Italia, grazia al quale sono stati fissati i limiti di giacenza sul conto che fanno sorgere l’obbligo di versare l’imposta di bollo. Di fatto, se per le persone giuridiche, quindi per le aziende, non sono previsti limiti e l’imposta va sempre versata, nel caso delle persone fisiche l’obbligo nasce solo se la giacenza media è pari o superiore ai 5.000 euro annui.

Nel caso in cui un soggetto risulta essere titolare di più conti corrente, la giacenza media viene calcolata sulla base di tutti i conti, in tal caso è previsto il versamento dell’imposta di bollo per ciascun di esso, anche se uno o più di uno hanno una giacenza inferiore ai 5.000 euro. 

In questo caso però è necessario che tutti i conti siano nella stessa banca, infatti nel caso di conti presenti in banche diverse non è possibile calcolare la loro giacenza media, ma vanno considerati separatamente.

Il calcolo dell’imposta di bollo

L’imposta di bollo viene calcolata tenendo in considerazione la rendicontazione bancaria, cioè la cadenza con cui l’istituto di credito invia l’estratto conto, di fatto essa può essere trimestrale, semestrale o annuale. Nella maggior parte dei casi le banche il 31 dicembre comunicano al cliente l’ultimo estratto conto e la conseguente imposta di bollo da versare. 

Quando avviene l’apertura di un nuovo conto corrente, l’imposta di bollo, al 31 dicembre, viene calcolata tenendo conto solo degli effettivi mesi di utilizzo del conto.

Ad esempio, se il conto è stato aperto il 31 luglio, alla fine dell’anno solare l’imposta di bollo da versare – solo se la giacenza media è superiore ai 5.000 euro – riguarderà esclusivamente i mesi di effettivo utilizzo del conto, ossia cinque mesi (da luglio a dicembre). Per tanto, se l’imposta di bollo annua è di 34,20 euro, il suo valore mensile ammonta a 2,85 euro (34,2/12 mesi), il che significa che, nel caso del nostro esempio, l’imposta di bollo da versare al 31 dicembre equivale a 14,25 euro (2,85* 5 mesi).

L’imposta di bollo sui libretti di risparmio

Anche i libretti di risparmio, sia postali che bancari, sono sottoposti ad imposta di bollo il cui valore è di 34,20 euro. 

Nel caso, invece, dei conti deposito o dei buoni fruttiferi postali (sono esclusi i fondi pensionistici e assicurativi) l’imposta di bollo prevista non è una quota fissa, ma un’aliquota, ossia una percentuale che ammonta allo 0,2%. Anche per questa tipo di imposta di bollo il calcolo viene effettuato sulla base della giacenza media del conto, inoltre non sono previsti limiti sui conti delle persone fisiche, mentre il valore dell’imposta non può superare i 14.000 euro per persone giuridiche.

Come si calcola l’imposta di bollo

Il calcolo dell’imposta di bollo per i conti correnti, i conti deposito e per i libretti di risparmio avviene sulla base della giacenza media. Nel caso dei buoni fruttiferi, bancari o postali, l’imposta viene calcolata tenendo conto del valore di mercato o del valore di rimborso. 

Inoltre, nel caso dei buoni fruttiferi postali (nb. non bancari) l’imposta di bollo viene calcolata senza tenere conto degli interessi maturati.

Redazione Partitaivaonline
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Dalla redazione del portale partitaivaonline.com, formato da dottori commercialisti ed esperti nel settore fiscale

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