Guadagnare con Bitcoin: quante tasse si pagano?

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05 Mar Guadagnare con Bitcoin: quante tasse si pagano?

I Bitcoin e le tasse

I Bitcoin, ovvero la moneta virtuale oiù conosciuta e sfruttata dagli utenti in cerca di metodi di guadagno online, hanno generato non poca confusione per quanto riguarda i profitti derivati da essi. 

In particolare, una delle domande ricorrenti è:  sono soggetto a tassazione?“. Proviamo a rispondere attraverso questo articolo.

L’indecisione dell’Agenzia delle Entrate sui Bitcoin

L’Agenzia delle Entrate, fin dal 2010, ha provato a fare chiarezza sui profitti derivati dall’utilizzo dei Bitcoin ma, anziché riuscire ad offrire una delucidazione chiara e completa come per il Forex e il Trading, ha creato ulteriore confusione nella mente dei proprietari dei Bitcoin.

Ciò perché, in un primo periodo, la stessa Agenzia, mediante comunicato ufficiale, spiiegò chiaramente che i cittadini privati in possesso di Bitcoin non erano tenuti a pagare alcuna tassa.

Le imposte dovevano, invece, essere pagate dalle imprese che sfruttano i Bitcoin come strumento di pagamento e, soprattutto, come mezzo di lucro imprenditoriale.

Pertanto, sembrava che solo ed esclusivamente le aziende dovessero essere soggette a questo genere di tassazione ma, in un secondo momento, la medesima Agenzia delle Entrate aggiunse una postilla poco chiara che, di fatto, ancora ad oggi lascia non poche incertezze nei proprietari di Bicoin.

Bitcoin e la postilla poco chiara

Nella suddetta postilla si specifica che se i Bitcoin dovessero essere sfruttati come mezzo speculativo, la tassazione sarebbe dovuta essere sostenuta anche dai cittadini privati.

Pertanto, prendendo in considerazione anche la facilità con la quale, grazie alla Blockchain dei Bitcoin, si ha la possibilità di essere rintracciati, i proprietari della moneta virtuale si sono chiesti come procedere per effettuare il pagamento delle suddette tasse, qualora i loro Bitcoin venissero identificati come mezzo speculativo.

La tassa sui Bitcoin e gli oppositori ad essa

Per prevenire eventuali errori, e soprattutto evasioni fiscali multiple, l’Agenzia delle Entrate rese noto anche il metodo di pagamento delle tasse.

Qualora i Bitcoin generassero un guadagno netto superiore al denaro investito, ovvero una plusvalenza, la tassa sarebbe stata pari al 26%, proprio come accade col Forex.

Ovviamente i guadagni dei Bitcoin devono rientrare nella categoria dei redditi diversi, dato che questi non appartengono ad una delle cinque presenti nel modello unico, strumento che deve essere sfruttato per la dichiarazione degli stessi redditi. 

Ma a questa delucidazione, effettuata da parte dell’Agenzia delle Entrate, vi sono diversi esperti del settore economico e finanziario che si oppongono alla tassazione, sostenendo che essendo i Bitcoin uno strumento scollegato dalle banche e dallo Stato, la tassazione non dovrebbe essere applicata.

Si tratta, quindi, di un argomento a tuttoggi molto complesso, che lascia non pochi dubbi, soprattutto, sul concetto di “speculativo” indicato dall’Agenzia delle Entrate.

Redazione Partitaivaonline
info@commercialista24ore.com

Dalla redazione del portale partitaivaonline.com, formato da dottori commercialisti ed esperti nel settore fiscale

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