Forex e fisco 2018: una breve guida

06 Mar Forex e fisco 2018: una breve guida

Forex: pagare o no le tasse?

Quando si parla di Forex è impossibile non chiedersi se esiste l’obbligo di pagare le tasse una volta iniziato ad operare in questo settore finanziario. Attraverso questa breve guida, proveremo a fare il punto sul rapporto tra Forex e Fisco nel 2018, per evitare a voi lettori spiacevoli sorprese. 

Le tasse sul Forex esistono davvero? 

Ebbene la risposta è affermativa: nell’anno 2018, così come in quello precedente, lo Stato ha dichiarato di voler tassare questo genere di attività.

Pertanto, le tasse sul Forex esistono, ed occorre capire a quanto ammontino e, soprattutto, come devono essere pagate.

A quanto ammontano le tasse sul Forex 

Nel 2018 le tasse sul Forex non hanno subito alcuna variazione rispetto l’anno precedente, pertanto chi ha operato in passato in questo particolare settore non avrà sorprese.

Chi, invece, si trova al primo anno di attività deve sapere che la tassazione ricade sulle plusvalenze ottenute sul guadagno percepito svolgendo le diverse operazioni col Forex. A titolo esemplificativo, se sono stati investiti 500 euro complessivi, e questi hanno prodotto un guadagno pari a mille euro, la tassazione colpirà proprio questa somma di denaro. 

L’attuale aliquota, prevista dunque anche per l’anno in corso, è pari al 26% e dunque, tornando all’esempio sopracitato, su un guadagno di mille euro la somma di denaro da pagare sarà 260 euro.

Come pagare le tasse sul Forex 

I guadagni sul Forex devono essere inseriti nel modello F24 oppure Unico col codice di tributo 1100Si tratta, quindi, di una semplice operazione che consiste nell’inserimento dei guadagni assieme agli altri redditi percepiti.

Anche le minusvalenze potranno essere inserite nella stessa dichiarazione dei redditi, e saranno oggetto di compensazione per un massimo di quattro anni.

Il broker sostitutivo e la dichiarazione dei redditi

Esiste anche una via più semplice da percorrere, per quanto riguarda l’inserimento dei redditi da Forex. Si tratta di un broker che assume il ruolo di sostitutivo d’imposta, ovvero di colui che pagherà le tasse in favore del trader

Il modo di operare è molto semplice: se il guadagno che si raggiunge è pari a mille euro nel corso del 2017, il broker erogherà 740 euro al trader, ovvero tratterrà dalla somma di denaro dovuta le tasse che lo stesso investitore deve sostenere.

Questo tipo di operazione non prevede alcun passaggio da parte del trader ma, attenzione: questa via potrà essere percorsa solo nel caso in cui il broker sia italiano ed abbia sede operativa sul territorio nazionaleIn tutti gli altri casi, occorre procedere seguendo i passaggi sopra indicati.

Conludendo, pagare le tasse sul trading è meno complesso di quanto si possa immaginare, visti i passaggi da svolgere, tutto sommato, semplici e immediati. 

Redazione Partitaivaonline
info@commercialista24ore.com

Dalla redazione del portale partitaivaonline.com, formato da dottori commercialisti ed esperti nel settore fiscale

No Comments

Post A Comment

Share with your friends










Inviare